
SOTTO LE STELLE NIENTE MUORE
Agosto 26, 2025
SARAH E VICTOR
Agosto 26, 2025GALILEO INCATENATO
Liberamente tratto da “Vita di Galileo” di Bertold Brecht e “Prometeo incatenato” di Eschilo
adattamento e regia: Branko Brezovec
musica: Marjan Nekak
scene: Stjepan Filipec
costumi: Petra Mina
movimento: Barbara Matijević
luci: Roberto Cafaggini
tecnico luci: Marco Santambrogio
macchinista: Davide Clementi
con: Silvano Panichi, Sergio Aguirre, Manola Nifosi, Lorenzo Berti, Suzana Brezovec
coro: Elena Ciardella, Carmen Di Bello, Saša Matovina, Darko Matijašević, Dario Bercich, Ivica Žunić, Nataša Ožura, Ivanica Lovrić, Ljubov Košmerl; al pianoforte: Mattia Damiani
e la partecipazione di: Romeo Martin Panichi, Pietro Ribatti
Una produzione: Laboratorio Nove, Centro Iniziative Teatrali, Eurokaz Festival, Teatro Nazionale Croato di Rijeka, Festival Teuta – New Ancient Theatre di Montenegro
in collaborazione con Fabbrica Europa, Fondazione Pontedera Teatro, Museo di Arte Contemporanea di Zagabria
con il sostegno de Il Genio Fiorentino
presentato a Fabbrica Europa 2009 e in tournèe internazionale nel 2010/12
Il progetto tratta in primo luogo di ciò che si potrebbe definire semplicemente la relazione tra scienza e arte, ossia il rapporto tra la scienza e i concetti che organizzano la nostra vita esperenziale e le implicazioni che tale rapporto crea sulla creazione di nuove etiche e concetti morali.
Il testo nasce dall’incontro/scontro tra Vita di Galileo di Brecht e il Prometeo Incatenato di Eschilo. I temi delle due opere si rincorrono all’interno di una rigida partitura musicale. Il Galileo scienziato, ma anche uomo del suo tempo che, dopo la fase luminosa del pieno rinascimento, si nutre delle grandi contraddizioni tra le soggettività sottoposte alle rigide leggi etiche e morali e il desiderio dell’uomo di ergersi esso stesso creatore di nuove verità attraverso lo strumento della scienza e dell’autonomia dell’intelligenza. E il Prometeo di Eschilo che nella sua condanna riesce ad essere interprete del futuro a dispetto e a disperazione dell’onnipotenza di Zeus. Da un prigioniero dipende il futuro del tiranno, da uno scienziato condannato nasce la speranza per una nuova etica del mondo contemporaneo. Queste contraddizioni fanno muovere l’universo: l’onnipotenza è limitata dall’ignoranza e la conoscenza è limitata dall’onnipotenza. Nell’economia divina la somma delle sofferenze del mondo deve rimanere invariata, al centro della perfezione del cosmo, la scienza è teoria che non deve influenzare l’ordine mondiale delle sofferenze. Prometeo e Galileo proiettano all’infinito, attraverso la loro sofferenza, il nuovo ordine delle cose, ridanno all’uomo la dignità dell’imperfezione all’interno di un universo perfetto e nello stesso tempo tempio del caos.



