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NON SIAMO ANGELI
Agosto 26, 2025PROGETTO “MEDEA, RIFLESSI DI UN MITO”
Il progetto “Medea, riflessi di un Mito”, trilogia sul mito di Medea (tre autori, tre culture a confronto) in collaborazione con Teatro2 di Siena: “Riva abbandonata Materiali per Medea Paesaggio con Argonauti” (Germania) di Heiner Müler, “Medea” (Svezia) di Mia Tornqvist e “Medea allo specchio” (Cuba) di Jose Triana, coprodotta con l’Università di Siena ed il Comune di Siena, inaugura la stagione 2001-2002 dei teatri comunali di Siena (Teatro dei Rozzi, Teatro Dei Rinnovati e Museo delle Papesse).
Produzione Centro iniziative Teatrali-Teatro2-Comune di Siena
MEDEA
di Mia Tornqvist
con Mila Moretti
regia di Sergio Aguirre
Un testo della drammaturga svedese Mia Tornqvist tradotto dalla stessa Mila Moretti che ne è anche la protagonista per la regia di Sergio Aguirre e che a Siena non è stato rappresentato da molti anni. L’eroina del dramma di Euripide viene riletta in chiave contemporanea, rimane tuttavia il gesto folle e il gelo senza affetti in cui precipita: un tema, quello delle madri assassine, che la cronaca ha reso estremamente attuale tanto da essere oggetto di libri e inchieste giornalistiche.
RIVA ABBANDONATA
MATERIALI PER MEDEA
PAESAGGIO CON ARGONAUTI
di Heiner Muller
regia di Manola Nifosì e Sergio Aguirre
con Manola Nifosì, Martino Convertino e Gabriella Baldassini
In una fiaba che si trasforma in incubo, il drammaturgo riprende il tema euripideo.
Ma nei tre frammenti che compongono il testo, il mito finisce per disintegrarsi nella realtà contemporanea, o meglio in una sorta di incubo apocalittico, proiettandosi in un mondo travolto da chissà quale catastrofe bellica o ecologica, tra coiti forzati, brutali conquiste coloniali (Giasone e gli Argonauti appunto) e sanguinose vendette. In questo paesaggio si può tuttavia individuare una linea di resistenza a questa distruzione: è nel corpo, nella realtà biologica del sesso e della morte, nel grumo intimo e segreto del piacere e del dolore.
Dall’interno esplode una forza sovversiva che trova alimento non tanto nella ragione, insufficiente a definire i contorni della realtà per mezzo della parola, quanto piuttosto nel mondo dell’inconscio, che si manifesta nel sogno, nell’incubo, nella pazzia. L’archetipo si frantuma in un’infinità di riflessi, di storie e di storia, in cui è possibile specchiarsi in un movimento che dall’universale muove al particolare per tornare all’universale. L’opera che si presenta aperta, permette un’ardita operazione di messa in scena, in cui i tre personaggi che percorrono la storia si scambiano di ruolo in un alternarsi di vinti e vincitori, carnefici e vittime, uniti da un sentimento terribile di passione che conduce irresistibilmente all’autodistruzione.
MEDEA ALLO SPECCHIO
di Josè Triana
regia di Sergio Aguirre
“Medea allo specchio” di José Triana è una riscrittura intensa e visionaria del mito di Medea, filtrata attraverso la sensibilità latinoamericana e il contesto postcoloniale cubano. L’autore non si limita a rileggere Euripide: usa Medea come simbolo universale del conflitto tra istinto e razionalità, tra oppressione e desiderio di autodeterminazione.
Triana porta Medea in uno spazio mentale e onirico, uno specchio appunto, dove la protagonista si riflette, si sdoppia, si interroga. Il mito diventa un luogo interiore, una sorta di delirio lucido in cui il passato mitico e il presente esistenziale si fondono.










